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giovedì, febbraio 24, 2011

A proposito di "medicina alternativa" che non guarisce e talvolta uccide...

Un documento un po' datato (2007) ma che si ricollega agli ultimissimi articoli; giusto per non dimenticare che da una parte all'altra del pianeta, costantemente e sempre più diffusamente, certe pratiche non solo non guariscono, non solo rubano tempo alle cure ideali rendendo poi le stesse tardive ed inutili, ma, talvolta (per usare un eufemismo!), uccidono pure.

Qui il link al quale potrete trovare qualche notiziola in merito:



Di nuovo: meditate gente, meditate...

Arriverci al prossimo ossessionato.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Tachipirina: morte e distruzione!


Dal blog http://ningizhzidda.blogspot.com/ riprendo questo articolo, tanto per cambiare una sorta di invettiva conto le aziende farmaceutiche accompagnato dalla pubblicità di metodi alternativi e libri in vendita.

lunedì 7 febbraio 2011
DANNI FARMACOLOGICI


Pagina malasanità

Come ridurre i danni della Tachipirina?

di Roberto Gava , tratto da www.informasalus.it Pochi giorni fa, su questo sito all'indirizzo
http://www.informasalus.it/it/articoli/paracetamolo-bambini-asma-allergie.php è uscita la notizia che svela un altro effetto indesiderato del paracetamolo (principio attivo della  famosa Tachipirina o dell’Efferalgan):

“Farmaci con paracetamolo: rischio asma e allergie per i bambini.
La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo scienziato che ha coordinato lo studio  - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilita' in piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilita' in piu' di sviluppare i sintomi come l'asma a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo”.

COMMENTO DEL DR. ROBERTO GAVA:

In realtà, la notizia è tutt’altro che nuova e non solo per il recentissimo studio del The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010 nella rivista Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo studio del prof. Beasley e Colleghi del Medical Research Institute (sempre Nuova Zelanda) pubblicato nel settembre 2008 dalla prestigiosa rivista The Lancet.
Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.

In un libro di farmacologia (“L’Annuario dei Farmaci”) che ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in commercio nel nostro Paese), scrivevo:
“Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini, sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale, nausea, vomito, … fenomeni allergici (glossite, orticaria, prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica, broncospasmo) … Il paracetamolo possiede anche un’elevata tossicità acuta dose-dipendente. I danni sono principalmente epatici … con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte. … Ci possono essere pure insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, …”.
Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:
“L’effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo (l’N-acetil-p-benzochinone) che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatotocitarie di glutatione si sono esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario (circa 10 ore dopo l’assunzione del farmaco) e svolge la sua azione epatotossica”.
La terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore) di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio, glutatione per via parenterale (im o ev).

Ebbene, la letteratura che riporta questi dati è addirittura del 1967 (cfr Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 156: 285; 1967).
Sono passati 43 anni da allora e il paracetamolo continua non solo ad essere sintetizzato e diffuso in quantità inimmaginabili, ma anche ad essere somministrato a qualsiasi età: è consigliato addirittura nei neonati!

Qual è il problema?
Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: IL GLUTATIONE! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica … ma non solo questa.
Ebbene, pensate che:
- Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il glutatione).
- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata per azione dell’enzima metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l’attivazione di questo enzima con la conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo cerebrale e si incrementi l’incidenza di autismo e del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due patologie che oggi stanno diventando molto comuni.
- È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo compromette la loro capacità di detossificarsi e di espellere i metalli come il mercurio (sia alimentare che quello somministrato con i vaccini pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il paracetamolo, almeno nei primi anni di vita … ma chi sa individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati?
- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene escreto per via biliare e il fegato del neonato è ancora immaturo).
- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la mitosi cellulare (danno molto grave specie per il cervello e in età pediatrica, quando il cervello dovrebbe avere un grande sviluppo).

- Se uno si aggiorna, sa che studi scientifici pubblicati nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo.
Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt’oggi dai Servizi di Igiene Pubblica subito dopo ogni vaccinazione dei neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre o qualche malessere … Forse si vogliono tranquillizzare le madri che così si accorgono meno dei danni da vaccini, perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali? Ma agendo in questo modo si impoverisce l’organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente predisposti!

Cosa si deve allora fare?
1) IL PRIMO CONSIGLIO è quello di non somministrare paracetamolo (almeno abitualmente o come prima scelta) a bambini piccoli, specie se nati immaturi, se hanno assunto farmaci in modo prolungato e se sono stati vaccinati da meno di un mese (ho seguito personalmente il caso di un bambino di pochi mesi, morto nel sonno 26 giorni dopo la vaccinazione, che aveva assunto Tachipirina per una febbre improvvisa solo 3 ore prima del decesso).
2) IL SECONDO CONSIGLIO è di non vaccinare bambini sotto i 2 anni di età e in ogni caso di non accettare più di uno (massimo due) vaccini per volta.

3) IL TERZO CONSIGLIO è che, se proprio si vogliono fare le vaccinazioni pediatriche del primo anno di vita (perché non si è stati capaci di gestire la paura che la propaganda pro-vaccini inculca tanto magistralmente quanto falsamente), si eseguano al bambino, prima della vaccinazione, degli esami ematochimici per capire quant’è la sua capacità antiossidante, quanto è maturo il suo sistema immunitario e quanto funziona la capacità disintossicante del suo fegato.

4) IL QUARTO CONSIGLIO è di cercare un Medico aperto a queste “nuove” conoscenze, dotato di molta Sapienza e Buon Senso, meglio ancora se pratico di Medicina Naturale e di Omeopatia in particolare, che sappia aiutare i genitori ad aumentare le difese aspecifiche di loro figlio e che sappia eventualmente gestire le patologie dei primi anni di vita prima di tutto con trattamenti naturali, tra i quali l’Omeopatia è sicuramente la regina, e poi, se proprio serve, con dosi ben ponderate e personalizzate di farmaci chimici.

5) COME QUINTO CONSIGLIO raccomando ai genitori di approfondire le loro conoscenze di Igiene di Vita e in particolare di Igiene Alimentare: non potete immaginare quante patologie e quanti problemi infantili e adolescenziali si risolverebbero se i nostri bambini mangiassero e vivessero meglio!

Conclusione
Se l’Industria Farmaceutica guadagna sempre di più è anche a causa della nostra ignoranza. Le conoscenze le abbiamo, ma non possiamo più attendere che siano lo Stato o la Medicina Ufficiale a comunicarcele: oggi ognuno deve darsi da fare e cercare di proteggere la salute propria e quella dei suoi cari.
Spesso, nelle relazioni che tengo a qualche convegno sono solito proiettare alla fine questa frase:
“La salute è un prezioso patrimonio, nostro e dei nostri figli: non possiamo metterla nelle mani dell’Industria Farmaceutica o degli attuali Enti Governativi … molto probabilmente, chi lo farà la perderà!”. 

Dr. Roberto Gava
 
P.S.: A proposito di Igiene Alimentare, mi permetto di raccomandare la lettura di due miei libri su questo essenziale argomento:
- Gava R. L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. III - Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte B: Nozioni generali di dietetica, Elementi nutritivi, Lavorazione degli alimenti, Tossicologia alimentare.
- Gava R. L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. IV - Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte C: Caratteristiche nutrizionali degli alimenti, Consigli pratici.
Ricordo che senza il piccolo sacrificio di leggere ogni tanto anche qualcosa di “corposo”, non si acquisiscono informazioni importanti, ma solo notizie che sembrano utili ma che col tempo si sveleranno solo infruttuose sciocchezze  
Dottor Roberto Gava, medico specializzato in cardiologia, farmacologia clinica e tossicologia medica. Omeopata unicista, autore di saggi scientifici come: "Verso una nuova medicina", "Vaccinare contro il tetano?", "Vaccinare contro il papillomavirus?", "Le vaccinazioni pediatriche", "La sindrome influenzale in bambini e adulti", "Alimentarsi meglio per vivere meglio", "Approccio metodologico all'Omeopatia"...

Lo studio in oggetto, il cui sunto è stato riportato anche da quotidiani nazionali, è questo (potete andare a vedervi lo studio pubblicato sulla rivista in questione, se volete maggiore chiarezza):

“Per verificare gli effetti del farmaco sulla salute dei più piccoli, l'equipe coordinata da Julian Crane ha preso in esame quasi 1.500 bambini. Il campione è stato seguito per anni con uno studio prospettico; in questo modo i ricercatori hanno potuto indagare l'associazione tra consumo di paracetamolo nei primi mesi di vita e il rischio di sviluppare l'asma in età scolare. Per farlo hanno reclutato, tra il 1997 e il 2001, 1.105 donne in gravidanza in due centri della Nuova Zelanda, Christchurch e Wellington.

Una
volta nati, i loro figli sono stati controllati a tre mesi, a 15 mesi ed a sei anni di età. Le mamme, di volta in volta, compilavano questionari (sia nei centri di ricerca sia seguiti da personale medico) in cui rispondevano a domande sul consumo di paracetamolo e sulla prevalenza dei sintomi dell'allergia quali respiro sibilante, febbre da fieno, rinite ed eczemi, asma ed eruzioni cutanee. Quando i bambini hanno compiuto sei anni, i ricercatori li hanno sottoposti a test cutaneo per valutare la loro sensibilità ad alcuni dei principali allergeni locali: erba di segale, latte di vacca, peli di gatto e cane e crine di cavallo. Hanno raccolto dei campioni di sangue e hanno analizzato la presenza degli anticorpi IgE, quelli che aumentano in presenza di allergia.

"La scoperta principale  -  dice Julian Crane, autore dello studio - è che i bambini che a cui è stato somministrato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi hanno il triplo di probabilità in più di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare a sei anni sintomi come asma e respiro sibilante".

Le cause di questo collegamento non sono chiare e, secondo Crane, serviranno altre ricerche per fare luce su questo aspetto. Il dato certo, però, sono le evidenze che mostrano la correlazione tra infezioni polmonari e consumo di paracetamolo. "Il problema - dice il ricercatore - è che questo principio attivo è presente in molti farmaci per la cura del raffreddore e della tosse, e viene somministrato molto liberamente ai bambini piccoli".
Non è la prima volta che studi clinici puntano il dito contro la somministrazione del paracetamolo nei bambini piccoli. Già nel 2008, su Lancet si consigliava 2 di moderarne l'uso durante i primi anni di vita, proprio perché aumentava il rischio di asma (rischio relativo 1,76), ma anche di rinocongiuntiviti (rischio relativo 1,78) e, in misura minore, di eczema (rischio relativo 1,54).

I ricercatori in quello studio retrospettivo avevano valutato 200mila bambini di 31 Paesi tra i sei e i sette anni. L'effetto era dose-dipendente. Un uso moderato, cioè una volta o più all'anno, comportava un rischio tutto sommato contenuto: 1,55 per l'asma, 1,37 per le rinocongiuntiviti e 1,26 per l'eczema. L'uso più frequente, invece, cioè una volta o più al mese, determinava un rischio molto più alto: triplicava nei primi due disturbi e raddoppiava per l'eczema.”

Fine.

Lo studio pubblicato su lancet, a cui si fa riferimento qui sopra, è visionabile (in versione ridotta) a questo link:


Cosa c’è che non va, dunque? Direi che, in generale, ci si ritrova sempre nella stessa situazione complottista interessata: ogni studio che dia un risultato qualsiasi, con o senza alcuna conferma effettiva ed ufficiale, viene preso come spunto per sbrodolare le solite esagerazioni e creare allarmismo, paura e terrore nelle persone al fine di indurle a spendere soldi per comprare i soliti libri, le solite cure alternative, a diffondere notizie e documenti vari al fine di renderli credibili, quali spesso non sono, grazie alla ripetizione degli stessi a destra e a manca (“..se l’ho letto in 50 posti qualcosa di vero ci sarà pure, o no??” è l’intento di questi personaggi!).

Infatti, lo studio in oggetto (e non solo) indica tre precise patologie che “potrebbero” essere più facilmente riscontrabili in bambini che non hanno assunto paracetamolo durante l’infanzia. Il medico che ha condotto lo studio indica che le evidenze ci sono. Così come indica, precisamente, che sono necessari ulteriori approfondimenti per poter affermare con maggiore sicurezza quanto, al momento, ha rilevato con lo studio descritto. Ovviamente, ai complottisti e ai promotori delle cosiddette terapie alternative non interessa, dato il loro consueto pressapochismo fin troppo frequente anche in campo medico.

A supporto di questo, anche lo studio pubblicato su Lancet ha dato risultati simili oltre un anno prima ed effettuato su un numero decisamente maggiore di persone. Questo significa che è realistica la possibilità che il paracetamolo crei questa maggiore propensione ad essere attaccati dalle tre patologie in oggetto, effettivamente. Per i dettagli leggete gli articoli originali ai link postati.

Ma la cosa insulsa, come al solito, sono le esagerazioni e le “attaccature” che mirano a terrorizzare il lettore, soprattutto chi ha bambini piccoli, notoriamente più suscettibili a certe paure. Siamo alle solite, così come gli articoli demenziali che sparlano dei vaccini e delle vaccinazioni (messi sempre dentro come il prezzemolo nei piatti, non si sa mai…) anche in questi casi le esagerazioni si sprecano e rasentano il ridicolo ( rasentano nel migliore dei casi!) e, come quasi sempre accade, per dare il tocco finale al tentativo di raccattare consensi, si butta lì morte, coma, danni permanenti ecc. Vediamo:

“Cosa si deve allora fare?
IL PRIMO CONSIGLIO è quello di non somministrare paracetamolo (almeno abitualmente o come prima scelta) a bambini piccoli, specie se nati immaturi, se hanno assunto farmaci in modo prolungato e se sono stati vaccinati da meno di un mese (ho seguito personalmente il caso di un bambino di pochi mesi, morto nel sonno 26 giorni dopo la vaccinazione, che aveva assunto Tachipirina per una febbre improvvisa solo 3 ore prima del decesso).”

Bravo, dott. Gava. Per prima cosa anche le stesse aziende produttrici ed i siti che spiegano cos’è il paracetamolo indicano che non lo si deve prendere come se fosse acqua  fresca e soprattutto in associazione con altri farmaci e quali. Poi, il fatto che per l’ennesima volta si inserisca un bel trafiletto con la morte dopo una vaccinazione la dice lunga sulla buona fede dello scrivente: sono state fatte solo congetture o per caso anche studi specifici per determinare le cause effettive di morte?? Se si, dove sono? E’ possibile leggerle? O sono le solite dichiarazione di comodo buttate lì ad minchiam per infondere maggior paura nei genitori (tachipirina + vaccino = morte)? E proprio un medico butta lì certe cose senza farle seguire da riferimenti precisi e particolareggiati, nonché documentati?? Quale “medico” in buonafede lo farebbe? Mah!

In pratica queste dichiarazioni hanno lo stesso valore di: “mio cugggino è morto alle 15 di ieri, dopo che alle 13 aveva mangiato pasta al pomodoro e alle 10 aveva preso un’aspirina. Attenzione, gente, l’aspirina uccide nel giro di poche ore o, se vi fa più comodo, la pasta al pomodoro è letale se mangiata a pranzo. Vedete voi…”

In aggiunta e giusto per conoscenza: recentemente ho letto che la FDA ha richiesto approfondimenti in merito al fatto che il paracetamolo possa creare disturbi al fegato, visto il riscontro in alcuni casi studiati.  Qualcosa è già uscito in merito ma, ovviamente, non essendo una notizia di scalpore e, soprattutto, essendo corredata di risultati preventivi rassicuranti e provati (soprattutto in merito ai quantitativi assunti ed all’associazione di farmaci)…. questi personaggi si guardano bene dal pubblicarlo. 

Pubblicano qualsiasi cosa equivoca su cui mangiarci un po’ sopra. E proprio questa, a me sembra (personalissimo parere),  è la vera medicina alternativa!

Arrivederci ai prossimi ossessionati

venerdì, dicembre 03, 2010

L'ossessione per la chemio........

Ci sono migliaia di siti/blog che inveiscono contro la medicina naturale difendendo personaggi "particolari" che, invece, propongono medicamenti e terapie alternative per guarire da ogni male di questo mondo. Si, ogni male....compreso il cancro. Ci sono, infatti, medici (alcuni dei quali radiati dall'albo, altri in carcere per espiare la pena per aver creato danni, morte compresa, a persone che si erano fidate di loro, altri ancora condannati in passato per truffa e omicidio nella pratica di terapie non convenzionali) che sostengono che di cancro e di mille altre malattie gravi si guarisce con banali sostanze, assunte in modo semplice e veloce; si guarisce con facilità e, dicono tutti in coro, senza sopportare le spese elevatissime della chemio e di altri prodotti curativi. Perchè, sostengono, questi soldi sono una rischiesta truffaldina di estorsione da parte delle multinazionali del farmaco nei confronti dei cittadini malati che, oltretutto, vengono uccisi dalle stesse medicine che devono pagare così salate!

Prima di passare all'articolo:


1) le multinazionale, eventualmente, spillano soldi allo stato e alle regioni. Il cittadino si reca in ospedale e viene curato in base alla malattia che ha con le cure/terapie ritenute idonee al caso. Il malato NON TIRA FUORI DENARO per questo;

2) la chemio è sicuramente invasiva (se c'è qualche medico che vuole dire la sua lo potrà fare nel migliore dei modi), ma in molti casi accertati permette la regressione del male e fa da supporto all'intervento clinico. La documentazione c'è ed è sempre valutabile la distinzione tra guariti effettivi e guariti con ricaduta ecc.;

3) le multinazionali del farmaco, in ogni caso, incassano denaro per la commercializzazione dei loro prodotti, compresa la fornitura della chemio.

Per contro:

1) facendosi curare da uno di questi medici genialoidi che curano ogni malattia di questo mondo con bicarbonato, salvia, psicoterapia, alghe, succhi vari e altre fregnacce, si SPENDONO SOLDI, a differenza della gratuità negli ospedali convenzionati con il ssn;

2) le prove e la documentazione che attesti le guarigioni in pazienti curati con acqua fresca e similari non esitono; sono sempre "a voce", confuse, senza alcuna documentazione medica prima e dopo la cura (ricordo su un sito il gestore che, di fronte alla richiesta di documentazione valida per il caso in questione, disse che durante un trasloco la stessa era andata persa, LOL!);

3) i soldi non vanno nelle tasche di big pharma dopo giri lunghi e passaggi attraverso i canali del commercio, vanno però DIRETTAMENTE NELLE TASCHE DI QUESTI SEDICENTI (o medici effettivi radiati, o medici effettivi che spesso nulla hanno a che fare con l'oncologia e improvvisano come maghi o circensi!). E, ciliegina sulla torta, quasi sicuramente IN NERO, quindi l'aspetto fiscale viene eluso e lo stato, insieme al cittadino, malato o meno, viene truffato!

Detto questo, non ci vuole molto a trovare qualche blog che sparla della chemioterapia. Uno a caso, tratto da http://aloearborescens.tripod.com/farmaci.htm:


Chemioterapia e radioterapia: Effetti collaterali




I medici sono i primi a non credere alla chemioterapia

Il caso di uno dei più grandi esperti al mondo



Sepensate che tutti i medici siano davvero convinti dell'efficacia dellecure che propinano ai loro malatie che nel caso siano loro ad ammalarsi di cancro si sottopongano alle stesse cure di chemioterapia e radioterapia che prescrivono ai loro malati siete degli illusi. Se non ci credete leggete questa storia.

Sidney Winawer è un oncologo direttore del Laboratorio diRicerca per il Cancro al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di NewYork, uno dei centri più importanti del mondo. Per capirnel'importanza, pensate che è stato l'ospedale a cui si è rivolto Giovannino Agnelli. Per decenni ha praticato la chemioterapia a tutti i pazienti, metà dei quali sono deceduti. Ma un giorno la diagnosi è toccata a sua moglie...
Alcuni di voi probabilmente (spero non proprio tutti) si aspetterebberodi sentire che il dottor Sidney Winawer abbia sottoposto la moglie allestesse cure che per decenni ha dato, con tanta convinzione, a tutti imalati. Ebbene no. Ben consapevole dei danni catastrofici e dell'inutilità assoluta di quel tipo di cura (come ammetterà più tardi nel suo libro"Dolce è la tua voce", Positive Press, 1998) NON la sottopone a nessuna chemioterapia o radioterapia ,ma si affida alla... somatostatina (quella di Luigi Di Bella)! E la moglie guarisce !

Spero che dopo aver conosciuto questa storia (verificabile quanto sivuole, basta leggere il libro) molti possano riflettere sui danni el'inefficacia delle terapie tradizionali. Considerate che nonè affatto un caso isolato, anche alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma curano se stessi o i familiari con l'aloe ! Praticamenteabbiamo visto che quando la malattia colpisce loro (considerate che era uno dei maggiori esperti al mondo !),sono i primi a NON credere alle cure che propinano. A un certo punto siscopre che sono consapevoli dell'inutilità e delladannosità dei prodotti delle case farmaceutiche e siaffidano alle cure alternative. Dopo aver avuto la conferma di uno dei più grandi esperti mondiali sul cancro sul fatto che la chemioterapia NON funziona, credete ancora ai ricercatori pagati dalle casefarmaceutiche, il cui interesse è quello di vendere i loro farmaci che costano centinaia di milioni?

Fine.


Che dire: quelli che si curano con la chemio muoiono, quelli che non lo fanno sopravvivono. I medici curano i pazienti con la chemio ma non loro stessi ed i loro famigliari. Queste le informazioni che generalmente si desumono da certi articoli.

Personamente da anni, per non saper né leggere né scrivere, mi guardo in giro e mi faccio un'idea: alcuni malati di cancro sono morti e altri sono guariti grazie alla chemioterapia ed agli interventi + cure idonee portate avanti dalla medicina convenzionale; alcuni sono morti avendo deciso di curarsi con la medicina alternativa, di questi qualcuno è morto in modo tragico, qualcuno è morto perchè la medicina alternativa non ha nemmeno saputo riconoscere il tipo di patologia. Bilancio: ho conosciuto persone che a causa del cancro e altre malattie gravi sono morti pur curati dalla medicina ufficiale, altri sono guariti grazie alla medicina ufficiale. Non ho però conosciuto alcuna persona, gravata da questi mali, che sia stata guarita dalla medicina alternativa. Quindi: guardatevi in giro anche voi e decidete, invece di basare la veridicità di certe affermazione su due righe di un blogger qualsiasi (vale anche per me), non essendo esperto in medicina) che fa riferimento a fantomatici studi/medici d'oltreoceano o radiati e condannati (causa mega complotto uniersale nei loro confronti!).

Leggere tutto costa poco, solo un po' di tempo, ma credere alle fandonie e alla malafede (a seconda dei casi) può costare la vita!

Arrivederci al prossimo ossessionato.

martedì, ottobre 19, 2010

L'ossessione delle terapie alternative

Un articolo copiato dal sito http://straker-61.blogspot.com/, appartenente al sostenitore più accanito (ma ormai sulla via del tramonto, dopo essere stato allontanato praticamente da tutti gli altri) delle scie chimiche e redatto da Massimo Mazzucco, un altro personaggio che di ossessioni se ne intende, anche se in particolare la massima concentrazione la si può verificare sull'attentato dell' 11/9 e sulle pratiche di un ex medico oncologo italiano radiato dall'albo per pratiche illegali e condannato dal tribunale sia per truffa che per omicidio colposo nell'atto di tali pratiche "alternative".

lunedì, ottobre 18, 2010


Cancro e bicarbonato: è in arrivo l’orda dei camaleonti?

Quando Schopenhauer scrisse la storica frase “Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti”, si dimenticò di spiegare un passaggio molto importante, che avviene nella terza fase: poichè coloro che “danno per evidenti” le nuove verità sono gli stessi che fino a ieri le contestavano con accanimento, costoro debbono trovare un modo per “allinearsi” alla nuova verità senza apparire in contraddizione con sé stessi.

In altre parole, non potranno semplicemente dire “Sì, l’eretico aveva ragione”, ma dovranno scovare un “sì, però”, di qualunque tipo, che permetta loro di salvare la faccia nel momento di doverlo riconoscere. Altrimenti sarebbero dei veri uomini e non dei ”quaquaraquà”.

Chi ha visto “Il conformista” difficilmente potrebbe trovare un esempio migliore nel quale l’uomo – con la “u” minuscola – riesca a calpestare le proprie convinzioni, tradire i propri amici e rinnegare il suo stesso passato, pur di restare a galla in una società che muta rapidamente sotto i suoi occhi.

Di solito sono i dinosauri, incapaci di adattarsi al nuovo ambiente, ad andarsene con un botto. I camaleonti invece riescono sempre ìn qualche modo a sopravvivere.

E’ presto per dire se questo accadrà anche con il caso Simoncini – l’eretico che osa sostenere di poter guarire il cancro ...

... con il bicarbonato – ma bisogna riconoscere che certi indizi stanno diventando troppo ingombranti per essere ignorati.

Già lo scorso anno, era uscita una rispettabilissima ricerca medica – “peer-reviewed”, ovviamente - che confermava l’efficacia del bicarbonato contro il cancro nelle cavie di laboratorio. Pesantemente ignorata dai detrattori di Simoncini - ancora troppo impegnati nella fase 2 della loro battaglia per riuscire a ragionare – la notizia, di fatto, confermava che l’oncologo romano tanto lontano dalla verità non dovesse essere andato.

Ma la notizia uscita ieri sul quotidiano "La Repubblica", rispetto a quella dell’anno scorso, è stata semplicemente clamorosa:

"Una molecola disorienta il cancro". E sulle terapie si punta sugli antiacidi.

È in grado - sono le conclusioni di uno studio pubblicato su "Nature" - di far ignorare ai geni del tumore il loro "manuale di istruzioni interne", arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l'acidità di stomaco.

Il primo paragrafo dell’articolo così recitava:

ROMA - La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro ed a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L'ultima novità in questo campo arriva da "Nature": un gruppo di studiosi statunitensi ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro 'manuale di istruzioni interne', blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, poiché sul fronte della ricerca farmacologica dall'Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.

Notiamo innanzitutto come due notizie simili – la “nuova molecola” e gli “antiacidi” – vengano rimescolate in modo apparentemente casuale nello stesso articolo. Ma come – viene da domandarsi - fino a ieri il cancro era una malattia “incurabile”, oggi avremmo addirittura due soluzioni diverse per sconfiggerlo e ne facciamo un articolo unico? Le due notizie non meriterebbero piuttosto un articolo di dieci pagine ciascuno?

No, non se l’intenzione è quella di far passare la vera notizia bomba – cioè la seconda – nel modo più naturale ed impercettibile che esista e cioè nascondendola fra le pieghe fumose della prima. Di “nuove molecole” capaci di bloccare la replicazione della cellula cancerosa, infatti, sentiamo parlare ormai da anni – parole tante, fra l’altro, ma risultati davvero scarsini – mentre il fatto che il bicarbonato possa addirittura “sostituire la chemioterapia” non è proprio una cosa risaputa a livello ufficiale.

Anzi, qualcuno forse ricorderà che un certo dott. Simoncini fu radiato dall’Ordine dei Medici Chirurgi, nel 2002, proprio “per aver somministrato bicarbonato a pazienti affetti da patologie neoplastiche a fini terapeuticì”.

Che cosa è successo, in soli otto anni, da aver cambiato così radicalmente lo stato delle cose?

E’ successo, evidentemente, che il camaleonte sta lentamente entrando in azione. Fingendo di dimenticare tutto quello che Simoncini va dicendo da più di vent’anni, l’oncologia ufficiale si appresta a “scoprire” ex-novo quella che evidentemente sta diventando una verità innegabile e cioè l’efficacia del bicarbonato contro i tumori.

Prepariamoci quindi ai famosi “sì, però”, perché non ci sarà assolutamente nessuno, fra i detrattori originali di Simoncini, che avrà l’onestà di riconoscere che il folle eretico avesse semplicemente ragione.

Avremo, ad esempio, quelli che diranno: “Sì, ma comunque lui sbagliava la diagnosi, perché non è vero che sia la Candida a causare i tumori”. Pensate solo al paradosso momumentale che si presenterebbe in quel caso: un medico folle sbaglia a diagnosticare la causa dei tumori, ma imbrocca per caso la cura! Ci sarebbe da ridere per cinquecento anni consecutivi, specialmente di fronte al fatto che coloro che credono invece di aver individuato la causa dei tumori non riescono a trovare una cura nemmeno a pagarli. (Ma poi, scusate, anche se risultasse che la causa è un’altra, che cosa è più importante: che Simoncini si sia sbagliato sulla causa o che riesca comunque a curare il cancro?)

Eppure, vedrete quanti ex-detrattori di Simoncini si aggrapperanno a questa scappatoia o ad altre simili, con giri più o meno fumosi di parole, nel momento di compiere la fatidica transizione alla terza fase.

Il camaleonte, non dimentichiamolo, non riesce mai a provare vergogna per sé stesso, poiché nel momento in cui muta la pelle cambia anche la “memoria interiore” di quello che lui è stato fino a quel giorno. E’ lì che avviene il vero tradimento della persona: quel buffo ramarro che ha stupidamente imprecato alla Luna per anni non è più lui, ma un altro, un “cretino qualunque”, del quale arriverà magari persino a prendersi gioco.

Nel frattempo, assisteremo quasi certamente alla scomparsa dal linguaggio parlato della parola “bicarbonato”, che verrà progressivamente sostituita dal termine “anti-acido” o consimili. Ne volete una dimostrazione? Nell’articolo originale di Repubblica il quarto paragrafo iniziava così:

“Il bicarbonato al posto dei chemioterapici. [Grassetto nell’originale]. I farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.”

Ma qualcuno deve essersi accorto che non si può dare troppo merito al bicarbonato - almeno non così apertamente – ed ecco che in serata il capoverso era già stato cambiato in questo modo:

Gli antiacidi al posto dei chemioterapici? [Grassetto nell’originale]. L'altra ricerca riguarda i farmaci antiacidità. Gli inibitori della pompa protonica generalmente adoperati per le ulcere gastriche potrebbero sostituire la chemioterapia.”

Nel giro di poche ore, il bicarbonato è diventato un “antiacido” generico, la frase “persino il bicarbonato” è scomparsa e la “pompa protonica” è rimasta l'unica a fare concorrenza alla chemioterapia. Visto come si fa in fretta ad adeguarsi ai tempi che cambiano?

Peccato che la frase “persino il bicarbonato” sia rimasta in qualche modo “impigliata” nel testo del primo paragrafo – forse il correttore, nell’agitazione del momento, non se n’è accorto - rendendo così ancora più palese l’intenzione di cambiare a posteriori le carte in tavola. (*)

Come dice il famoso proverbio cinese, “sè pegio la topa del buso”.

Massimo Mazzucco

Fine dell'articolo. 

Sopra, quello che pensa MM sull'argomento (penso condiviso da Rosario Marcianò, visto che lo pubblica sul suo sito). Sotto quello che penso io.

Prima di tutto, per farvi un'idea della situazione generale, invito a leggere questi due link:

ed anche


Che dire: ci sono cialtroni e ci sono i seguaci dei cialtroni. Qual è il nesso? Come, non lo vedete? I soldi!! Un oncologo bravo, in gamba, con le palle, in grado di CURARE SERIAMENTE i malati ha successo, denaro, soddisfazioni personali. Un CIALTRONE, indipendentemente dai titoli di studio (e sappiamo in Italia come vanno certe cose, talvolta!), non riesce nella professione e, invece di mostrare un minimo di onestà e cambiare lavoro o limitarsi a fare da secondo, il ruolo a lui più consono (talvolta nemmeno, sic!), si inventa cose ASSURDE e PERICOLOSE nel nome della medicina alternativa.

Inoltre, per i seguaci dei cialtroni: chi sostiene l’oncologia tradizionale che cosa ci guadagna? Niente… bella forza, ci sono tanto di studi e prove scientifiche, medici, strumenti e cure ecc ecc. Seguire e sostenere, invece, i cialtroni apre qualche porta, permette di ottenere ritorni dallo sponsor, attira gente in cerca di alternative e che, in alcuni casi particolari, non è in grado di discernere correttamente (oltre a una serie di persone incapaci di ragionare e con unico copo nella vita quello di odiare coloro che hanno siuccesso, che nemmeno sanno di cosa stanno discutendo ma, per principio, seguono i cialtroni da sempre!). Ecco, la differenza…

E il denaro è sempre il fattore scatenante: denaro, tanto e subito, a costo anche di far del male alle persone nei momenti in cui, invece, avrebbero più bisogno di aiuto. Giudicate voi che razza di esseri sono quelli che si comportano in tal modo!

Arrivederci al prossimo ossessionato.